mercoledì 29 giugno 2011

Pensare e godere: meglio "Greta" e "Beppe"



Ci sono poche cose che mi stupiscono di me stesso.
Credo di conoscermi bene: è un fatto.

Qualcuno godeva poco tempo fa; scrivendolo pure.
Anzi: forse non c'ha dormito la notte prima e si era anche preso i popcorn per gustarsi meglio il tiro al bersaglio in prima serata, facendosi probabilmente un film di cui solo io – però - conoscevo già il finale.
Beh: adesso è toccato a lui...e la differenza sta nella sostanza; non nelle chiacchiere.
E così, mentre il mio finale sta velocemente volgendo all'epilogo, nell'osservare “il tiro al bersaglio” altrui mi viene da pensare; non da godere.
Penso a quante cose vengono dette in queste circostanze, alla cattiveria, alle tifoserie che si affrontano come belve in un'arena e a quanto l'animo umano possa scendere così in basso.
Mi viene in mente la “convenienza del momento”; l'opportunismo becero e gratuito di infima lega.
Il “grande” che diventa infinitesimamente piccolo sotto un cielo cupo che tuona all'improvviso cogliendolo impreparato.

Annaspa come un bimbo e si attorciglia sulle contraddizioni, cercando un calcio d'angolo che non convince nessuno. Scrive perle nuove a cui nessuno fa più caso.
No: non mi riesce di godere, ma solo di pensare.

Ciò che vedo, e ciò che resta, è solo guerra; e non mi piace affatto.
Mi mancano “Greta” e “Beppe”.
Il mondo si fotta pure su se stesso. Torno da loro.
Lì, e in mezzo a loro, posso solo godere senza alcuna guerra.

lunedì 6 giugno 2011

30 maggio 2011 - Stadio Olimpico di Roma - Nazionale Attori


Potrei dire che è stata una serata magica, ma sarebbe limitante.
Potrei dire che ho ritrovato tanti amici e colleghi, ma racconterei solo una piccola parte.

Troppe emozioni; difficile sintetizzarle in due parole.

Lo stadio Olimpico di Roma già di per se racchiude un mondo, e la Nazionale Attori – con la sua “partita del cuore” - idem.

Prendere parte insieme ai miei animali ad una manifestazione del genere è stato per me un grande onore oltre che un immenso piacere. Il fine era benefico, e questo ha unito noi dal campo ai quarantamila sugli spalti.

I miei colleghi attori a due zampe schierati al centro del campo con le maglie della Roma e della Lazio in un derby del cuore. Dietro di loro la banda musicale della Marina Militare che da lì a poco avrebbe intonato l'Inno Nazionale.

Tocca a noi.

Schnaps, Elka ed io abbiamo fatto il giro del campo, passando in rassegna tutti gli spettatori che gridavano i loro nomi come se fossero dei familiari stretti.
Questa l'emozione più forte e più intensa della mia vita professionale: il riconoscimento del mio lavoro – del lavoro dei miei animali soprattutto – gridato a squarciagola da tutto lo stadio.

Uscendo mi sono girato per un breve istante ed ho visto i quarantamila occhi puntati su di noi.
Ho guardato Elka e Schnaps e mi sono messo a piangere.

In quelle grida e nel muso dei miei animali ho visto tutti i nostri sacrifici, i set ed il loro massimo impegno dato per il cinema.

Finito l'Inno Nazionale siamo usciti di nuovo per costeggiare il campo e andare verso la macchina.
Tantissime persone che continuavano a chiamare:-“Elka!!! Elka!!! Una foto ti prego!!!”

Elka: la regina della mia vita.
Schnaps e tutti gli altri: gli alfieri, i cavalli e le torri di un team formidabile; così formidabile da essere arrivati ovunque. Anche – e soprattutto - nel cuore del pubblico...partendo da un piccolo paese delle colline maremmane.

Un grazie di cuore a Carlo Verdone, Maurizio Mattioli, Pino Insegno, Roberto Ciufoli, Kaspar Capparoni, Enio Drovandi, Biagio Izzo, Nino D'Angelo, Franco Oppini, Enzo Salvi (anvedi comme stoooooo!!!), Giovanni Floris e Nadia Bengala per le loro parole d'affetto e per l'amicizia.
Un ringraziamento speciale a tutto lo staff della Nazionale Attori per aver reso unica questa occasione, quanto confortevole per Elka e Schnaps.

Ai quarantamila sugli spalti che dirgli?
Vorrei abbracciarvi tutti! Siete stati fantastici!!!

Claudio, Elka, Schnaps e la piccola Mina.

Ph: Giuliano Saggia