mercoledì 27 gennaio 2016

"Amore, pazienza, e fare un passo indietro"




Questo è uno di quei momenti in cui non vorrei mai essere nato; ma poi penso <<Sono fortunato ad aver vissuto in questo tempo; anche solo per esserti stato vicino, per averti respirato accanto, per aver imparato da te>>.
Questo è uno di quei momenti che non avrei mai voluto vivere; uno di quelli  in cui mi trovo terribilmente triste e solo.

E’ uno di quei momenti dove il tempo – inesorabile e beffardo - mi porta via una delle persone più care.

Ricordi quel ragazzino che attraversò i campi chiedendoti <<Sei tu quel signore che addestra cani? Io voglio imparare…>>.
Quello stesso ragazzino che trovò la tua mano forte, ma gentile; che lo accolse dandogli tutto se stesso.
Gli occhi color del mare e l’animo leggero che racchiudevano qualcosa di così pesantemente bello  da definirsi in un unico termine: spessore.

Ti chiamavo da ogni parte del mondo prima di salire sul set, non per scaramanzia, ma per farti arrivare la mia riconoscenza; ringraziandoti ogni volta per tutta l’energia e le abilità che mi avevi cucito addosso.
Mi sento così a pezzi adesso caro Paolo; ma guardo i miei cani e ti ritrovo in loro. Gli stessi che hanno avuto la fortuna di conoscerti e ai quali hai sempre voluto bene.




Ti ho chiamato tante volte “babbo” per gli abbracci che ci siamo sempre scambiati; soprattutto quando mi dicevi <<Sei stanco; riposati Claudio. Vieni qui e stiamo un po’ da soli sotto la pianta a chiacchierare>>.

Non ti piango solo io, ma le migliaia di persone che ti hanno incontrato anche solo per un attimo, o per qualche ora. Persone alle quali ti sei dato senza risparmiarti mai.
Eri una grande parte di me, e lo sei ancora adesso; perché sei così profondamente dentro di me fin dal primo momento in cui ci siamo conosciuti.

Dal loro cuore, ti ringrazierà la gente che hai tolto dalle macerie di tutto il mondo; le persone alle quali hai dato una mano, coloro che hai instradato e formato con la semplicità che sempre ti è stata propria. Ma sopra ad ogni cosa, ti ringrazieranno i cani.

Hai lasciato una traccia profonda dentro ognuno di noi; e poche persone riescono ad arrivare a tanto. Lo sai?

Ciò che mi chiederesti adesso non è facile. A me, che mi sono sempre sentito così piccolo davanti a te.
Ma – come ti ho sempre detto di fronte ad una nuova sfida - <<Ti prometto che ce la metterò tutta>>. E lo farò onorandoti come ho sempre fatto nel mio piccolo; parlando di te al presente, e mai al passato.
Non c'è libro, testo, incontro pubblico, o anche un semplice mio scritto nel quale manchi il tuo nome caro Paolo, perché ciò rappresentava per me un modo del tutto naturale di condividere il mio senso di appartenenza con chi mi aveva dato gli strumenti per arrivare dove avrei voluto: tu.
Il nostro affetto andava oltre; era qualcosa di speciale che solo noi conoscevamo; e so bene che adesso questo mio dolore tu lo senti; ovunque tu sia.
Saresti contrariato, lo so. Ma sono un essere umano anch'io, e so che mi perdonerai con la tua carezza.



Amore, pazienza, e fare un passo indietro” – con questa sintesi ineguagliabile hai attraversato le generazioni cinofile traghettandole da una sponda all’altra del tempo, e - vedrai - la tua adorata Jessica saprà portare avanti il tuo lavoro con i criteri che così amorevolmente le hai insegnato.
E' cresciuta al tuo fianco, l'hai scelta; consegnandole le chiavi del tuo sapere come hai fatto con me.
E per questo ci sentiamo custodi,  e responsabili, di quella enorme eredità culturale che hai voluto donarci.

Lasci un vuoto incolmabile, ma anche una meravigliosa memoria nel cuore di tutti noi, e se è vero che esistono gli Angeli – Paolo - prenditi cura di mia figlia: insegnagli Lassù tutto quello che io non ho potuto insegnargli in questa vita, perché sei l’unica persona a cui la lascerei ad attendermi  sapendo di fare la cosa giusta.
Fa con lei quello che hai fatto con me e con Jessica; affinché - come noi - abbia altrettanto chiara la differenza tra un “insegnante” e un “Maestro”.



Ti porto nel mio cuore

per sempre tuo

Claudio


(Paolo Villani  28 dicembre 1933 - 26 gennaio 2016)




Ho deciso di caricare sul mio canale questo video inedito fatto con il mio Maestro Paolo Villani, nel tentativo di rendere omaggio ad una delle figure più care della mia vita. Un legame profondo il nostro, andato avanti per tanti anni e contrassegnato da altrettante piccole o grandi cose; ma soprattutto accomunato dalla grande passione per i cani e dal grande affetto reciproco. Da lui ho appreso ogni segreto, ogni tecnica; ma soprattutto ho imparato a marciare nell’interesse unico del cane. A Paolo ho sempre dedicato ogni successo: dai film, ai premi; dalle recensioni, ai Red Carpet che ho attraversato. Facendolo con l’entusiasmo del bambino che vuole condividere la sua soddisfazione con chi gli ha permesso di arrivare dove avrebbe voluto. Dall’alto dei suoi 69 anni di cinofilia attiva e di altissimo livello, Paolo Villani avrebbe potuto guardare il mondo cinofilo con quel giusto distacco di cui ogni grande della storia italiana avrebbe diritto, ma la sua semplicità d’animo – unita al suo enorme spessore – glielo impedivano. Fidentino purosangue, portava in se tutti i tratti di quella terra d’Emilia schietta, allegra e sincera che tanto ha dato su vari fronti. La sua genialità, la sua enorme creatività e quell’occhio pronto a cogliere ogni minima sfumatura del comportamento canino hanno fatto di lui un monolite irripetibile della grande cinofilia del 900 e del terzo millennio. Sono fiero di essere stato un suo allievo, un suo frutto,  ed una persona a lui molto cara. Non mi resta che spendere la mia vita cercando di onorarlo nel miglior modo possibile. Ti voglio bene Paolo: ti porto nel mio cuore.