Ho atteso che entrasse il nuovo anno per pubblicare questa
difficile nota.
Il suo contenuto non è certo dei migliori, e non mi andava
di fare il guastafeste.
Vorrete perdonarmi.
Tutto comincia con un viaggio per Roma, la mattina del 30 dicembre;
un viaggio rimandato più volte a causa di alcuni infelici problemi personali.
Mi congedai dai miei ragazzi abruzzesi dicendo:-“Beh…se c’è
una cosa che in questo mondo abbondano sono proprio i pezzi di merda.
Limitiamoci a prenderne atto continuando per la nostra strada di salvaguardia.
Il resto si fotta.”
Le dichiarazioni quasi di plauso per l’opera di bracconaggio sui
lupi ed il parere positivo nei confronti della caccia al lupo negli USA erano solo
alcuni degli elementi che ci facevano infuriare (eh certo: se lo dice il “Vate
italiano” dei lupi vuol dire che è giusto così, vanificando in un attimo tutto
il lavoro delle tante associazioni di studio e difesa del lupo, mandando al
contempo un messaggio nemmeno troppo velato a quella parte del mondo venatorio
che non vede l’ora di sparargli addosso; davvero i miei complimenti Professore),
ma la cosa peggiore erano le riflessioni personali che questa vicenda portava
con se.
Mi vennero subito in mente le frasi:-“Ha un curriculu
invidiabile…è un Professore Universitario…studia i lupi da una vita…lui è la
parola di Dio e va presa per Fede; etc. etc”.
Bene: ci facciano i conti adesso quei finti amanti degli
animali (perché tali sono fino a che non mi dimostreranno il contrario), dal
momento che io me li ero già fatti anni fa.
Capisco che la riconsiderazione sia uno sforzo troppo
difficile per gli ebeti, ma tentare non potrebbe certo nuocere.
Nel ripartire verso Roma chiamo per scrupolo i ragazzi che
si occupano dei miei animali durante le mie assenze.
Avevo lasciato – e non certo a cuor leggero - il mio Raùl in
una condizione abbastanza critica, e mi viene telefonicamente segnalato un
repentino peggioramento delle sue condizioni.
Erano giorni che mangiava a malapena e nonostante i continui
controlli e le terapie d’urto consigliate dai medici, quel cane sembrava
reagire a fasi alterne.
Inverto quindi subito la rotta e torno verso casa senza
nemmeno avvisare chi mi stava aspettando a Roma.
I ragazzi avevano già allertato i medici di fiducia, i quali
diagnosticarono una grave insufficienza renale che – con molta probabilità – Raùl
si portava dietro da sempre e giunta al suo punto limite.
Flebo attaccate, e comincia quindi ciò che resta di quella
notte; nel suo lento scandirsi di momenti altalenanti, tra i fragori esterni di
chi festeggia e di chi – senza sapere nulla di quanto stava accadendo – mi
avrebbe odiato a morte per un ennesimo appuntamento saltato.
Avvisai del fatto solo Valeria Rossi e i dirigenti della
LIDA; non rispondendo ad alcuna telefonata se non a quelle dei veterinari che si erano presi
a cuore il caso fin dal suo arrivo nella mia vita.
I suoi ultimi momenti volevo che fossero solo per noi due.
Esattamente come quando si trattò di recuperarlo sotto il
profilo comportamentale, cominciai a trasferire nuovamente la mia vita nella
sua camera, standogli accanto ogni secondo, facendo partire la scrittura di
questo diario.
Notte del 31 dicembre:
Ogni istante che passa, Raùl si sta consumando come una
candelina, lanciandomi ogni tanto delle occhiate che sembrano dire:-“Me la dai
una carezza? Eddai…ancora una”.
In questi momenti mi vengono in mente tutti i mesi passati insieme,
le tante cose che ci siamo insegnati e la sua grande voglia di superare anche i
più terribili impasse.
Con lui mi sono sentito - forse per la prima volta in vita
mia - una sorta di Eberhardt Trumler che prendeva continuamente appunti limitandosi
ad osservare ed apprendere.
I progressi di Raùl erano stati tali – e così convincenti –
da farlo scritturare per un film che verrà girato nel 2013, ed ogni giorno di
lavoro fatto sotto questa motivazione mi riempivano di gioia per la
straordinaria intelligenza che dimostrava, unita ad una volontà d’apprendimento
fuori dal comune.
Nel giro di poco tempo riuscì a diventare addirittura un
ottimo “cane tutor” (soprattutto come "test dog") capace di restituire ad altri ciò che aveva a sua volta
imparato, e non c’è un solo giorno della nostra vita insieme che cambierei;
nemmeno le sue crisi iniziali che lo portavano a sfondare le porte come un
carro armato.
Lui aveva trovato con me una famiglia stabile, una vita serena
e superiore alla media, ringraziandomi ogni istante con quel suo musetto buffo,
a tratti sorridente, che fotografava al meglio il profondo legame instauratosi
tra noi.
Anche i miei “girini” hanno avuto modo di apprezzarlo; così
come lo hanno apprezzato tutti quelli che con lui si sono formati e
confrontati.
Sotto alcuni aspetti, è un “capodanno cinofilo”, in cui non
mi limito a stare vicino ai miei cani come sempre, ma a fare forza – una forza
del tutto speciale – ad uno di loro.
D’altra parte non l’ho mai considerato diverso dagli altri,
e tutto ciò mi porta ogni volta a soffrire profondamente – e nello stesso modo –
quando si presentano momenti del genere.
Qualche settimana fa tolsi pure il suo album da facebook,
così come tolsi tutti gli album dei cani passati in recupero da qui.
Lo spirito per cui erano stati fatti andava molto al di là
degli intendimenti di qualche ragazzino: fungevano infatti solo da esempio per
far vedere ad una parte del mondo umano che esiste sempre una possibilità prima di arrivare all’eutanasia o
agli psicofarmaci.
Ben presto mi accorsi però che la meschinità e la bassezza
di certe persone – quando non addirittura i sistemi mafiosi - non valgono un
briciolo dell’esempio che questi meravigliosi animali riescono a dare anche in
situazioni limite.
Quei casi erano affare mio; e tali sono ritornati ad essere.
Gli imbecilli sono sempre esistiti e ci saranno sempre, e
non basterebbero mille Raùl per farli cambiare.
L’adozione – ed il lavoro di recupero – del mio “Eugenio”
non ebbero lo stesso impatto mediatico, ma non perché nessuno se ne fosse
occupato, quanto perché non c’era alcun video “lordo di sangue” che potesse
mostrare le condizioni di partenza di un determinato percorso.
D'altra parte si sa: “un albero che cade fa molto più rumore di
una foresta che cresce”, e se non fai vedere un po’ di merda mediatica, i
ragazzini non si divertono ed i dilettanti nemmeno; anzi: sono pure capaci di
sputarti addosso!
Il compito di chi fa recuperi comportamentali sui cani è uno
solo: restituire dignità; ed io ce la trovo anche nella pubblicazione delle immagini e dei
video.
Per quanto mi riguarda, l’aggressività è una forma grave di
sofferenza animale che affonda le sue radici nelle azioni umane, ed io – pur
avendo moltissimo materiale – non mostrerei mai nulla di tutto questo.
La loro dignità deve partire da qui, e se questo mio
pensiero non piace non so che farci: la mia parte intellettuale non è in
vendita; come niente di me del resto.
Da sempre dirigo io l’orchestra della mia vita senza
interessarmi ai pensieri altrui; soprattutto quelli strumentali rivolti agli
animali.
Io so solo che ogni momento che resta da vivere a Raùl è un
nostro momento, unico ed irripetibile; e questo mi basta per stare bene
entrambi.
Stargli vicino in quest’ultimo atto è qualcosa di tremendo,
ma sono qui con lui, e tutte le chiacchiere che seguiranno a questo epilogo non
scalfiranno un solo momento passato con lui.
1 gennaio 2013; prime ore del mattino:
La notte è passata.
Raùl è sfinito e dorme accanto a me mentre sto scrivendo.
Accendo la TV e ascolto l’ennesimo bollettino di guerra di
questa notte trascorsa.
“Ma di cosa ti meravigli Claudio?” sembra chiedermi Raùl.
“Questa è l’umanità”
Non ha molti torti. D’altra parte il mondo cinofilo italiano
ha già dimostrato varie volte i suoi limiti.
Chi era al convegno di Cilavegna l’anno scorso –
organizzato anche grazie anche ad un video che ritraeva Schnaps in certe
condizioni a causa di un petardo lanciato a pochi metri da lui – è stata solo
una sua risicata minoranza: quella che era disposta ad assumersi una responsabilità. Ma per far diventare Legge un qualunque desiderio ci vogliono i numeri.
Numeri che non sono stati raggiunti grazie al fatto che i
cinofili del web e della TV se ne sono altamente fregati e hanno guardato
unicamente ai loro prodotti da vendere, facendosi accompagnare dagli sciacalli
che non sono stati capaci di separare conflitti personali dagli interessi
generali: quello che determina la profonda differenza tra chi ama gli animali e
chi dice di farlo, limitandosi a strumentalizzarli.
Quindi è questa l’umanità?
Ne presi atto quando decisi di acquistare l’Experience: box
insonorizzati con webcam interna e riscaldamento. Il prossimo capodanno
potranno passare anche con le bombe senza che nessuno dei miei animali se ne possa
accorgere.
L’unica differenza che sentiranno, sarà quella di passare
una notte dentro ad un box, ma io sarò lì con loro, e quindi si tratterà più
semplicemente di un trasloco momentaneo da una parte all’altra del centro.
In compenso, aspetto ancora di sapere dove stia il nostro
diritto – mio e dei miei animali – di salutare il nuovo anno in tranquillità;
magari davanti al camino come facciamo spesso.
Mi viene in mente la
descrizione del comportamento epimeletico ed et-epimeletico che ho tentato di
scrivere nel mio libro, e tutta quella lunga serie di atteggiamenti figli della
più vera referenza animale che hanno contraddistinto il nostro rapporto fino a
qui.
Sono cose che perdono il loro peso se non vengono vissute
pienamente; e tutto questo mi riporta – ancora una volta - ai tanti anni
passati con gli animali; tra gioie, dolori, nascite, perdite e speranze.
Fanno parte di quel bagaglio - e di quelle cose - che non si potranno mai
acquistare in un corso di educazione cinofila, ma che ti chiamano costantemente
a guardare in faccia il baratro, facendoti sentire il più delle volte
inadeguato ed impotente.
Ritengo un privilegio l’aver partecipato alla vita di Raùl
per tutto questo tempo, e comunque vadano le cose, qualunque sarà il momento che
la terra lo richiamerà a se, saprò che il
nostro tempo – quello che ci è stato
concesso di vivere insieme – non è stato affatto speso invano.
Nella difficoltà di questi giorni, con questa foto estiva, Raùl ed io auguriamo a
tutti un bellissimo 2013.